Oggi è il
PUBBLICAZIONI
 
Recensioni del Presidente della Fondazione Banche di Pistoia e Vignole, Giorgio Mazzanti.
Clicca sulle immagini per ingrandirle zoom

I segni della qualità
Catalogo dei loghi realizzati dagli studenti dell’Istituto d’arte “ Policarpo Petrocchi” di Pistoia per la Fondazione Banche di Pistoia e Vignole

Un logo rappresenta simbolicamente l’identità di un’istituzione, di un’azienda, svolge, cioè, una funzione di individuazione e di personalizzazione poiché è la sua voce, il suo volto, la sua filosofia.
La Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la cultura e lo sport, anziché affidare a uno studio grafico l’elaborazione di questo segno identificativo, ha deciso di investire nella creatività e nelle capacità dei giovani studenti dell’Istituto d’Arte “ Policarpo Petrocchi” di Pistoia.
I risultati sono stati sorprendenti: quarantuno ragazzi, con l’aiuto dei loro insegnanti di indiscussa professionalità, hanno elaborato bozzetti che hanno messo in difficoltà la commissione che aveva il compito di selezionare il bozzetto finale. Quello che potete osservare in copertina, è il bozzetto prescelto, il logo ufficiale della Fondazione, il vessillo motivante sotto il quale ritrovare le emozioni giuste e dare slancio alle nostre azioni. Questa esperienza, come altre già messe in atto, testimonia dunque l’attenzione al mondo giovanile, alle sue esigenze e ai suoi percorsi formativi.
Ringrazio il Preside Vincenzo Colucci e il professor Luigi Russo, referente del progetto, per la preziosa e fattiva collaborazione.


Nilde Galligani e Stefano Baccelli
Barile fra Storia e leggenda

Una comunità, la sua storia, i suoi abitanti e il desiderio di conoscere le proprie radici. E’ questo l’humus dal quale germoglia questa pubblicazione, che è frutto, appunto, di una conoscenza capillare del territorio, in quanto redatta e/o ispirata da appassionati e studiosi autoctoni e dall’affetto per quell’“ agglomerato di case lungo la strada che porta a Montecatini”, che corrisponde al paese di Barile.
La Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la cultura e lo sport, ha una forte vocazione localistica, tanto da aver voluto, come articolazione interna, un Istituto di Storia Locale.
Perciò, non possiamo che salutare, con profonda soddisfazione, tutte quelle iniziative improntate alla ricostruzione e allo studio delle realtà locali, che salvaguardano la memoria collettiva da pericolosi processi di trasformazione e omologazione culturale.
La nostra soddisfazione è ancor più grande nel constatare che, in questo caso, la storia si intreccia con lo sport, l’altro caposaldo su cui poggiano i nostri interventi e progetti.
Riteniamo, quindi, che il racconto di questi “ pezzi di vita” meriti una vasta eco.


Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente
Barone Carlo de Franceschi

Podere dell’Orso
Cento anni di studio, sperimentazione, divulgazione e istruzione agraria a Pistoia

Arrivando dall’autostrada, un cartellone turistico pubblicitario annuncia che Pistoia è “ la città del verde”, facendo riferimento alle numerose e variegate aziende vivaistiche disseminate sul territorio. I vivai rappresentano la fonte di propagazione e allevamento di piante, che sono, poi, commercializzate in un mercato sempre più aperto e, quindi, concorrenziale.
Si tratta di un settore dell’economia pistoiese determinante, che richiede personale sempre più qualificato e al passo coi tempi.
Un ruolo di primaria importanza spetta, quindi, alle istituzioni scolastiche e, in particolare, all’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente “ Barone Carlo de Franceschi”, che mira a formare operatori che, oltre a competenze professionali, abbiano la piena consapevolezza della salvaguardia ambientale, un tema divenuto, ormai, scottante.
E’, quindi, con profonda soddisfazione, che la Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la cultura e lo sport ha contribuito alla realizzazione di questa pubblicazione che, oltre a celebrare cento anni della sua storia, fa riflettere su una realtà educativa in netta espansione perché capace di integrare le conoscenze scolastiche con le esigenze della realtà economica e sociale del territorio.


Alfredo Fabbri

“Quando del passato non rimane più nulla, dopo la morte delle creature, dopo la distruzione delle cose, soli e più fragili ma più vivaci, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore permangono ancora a lungo come anime a sostenere l’immenso edificio del ricordo”.

Dell’odore e del sapore di cui parla Marcel Proust, troviamo traccia in molte tele di Alfredo Fabbri. I quadri, che ritraggono la pianura pistoiese, odorano, infatti, di radici, di vigne, fieno, zolle e acqua e testimoniano l’intensità palpabile che lega un artista alla sua terra.
I paesaggi, le vedute campestri e di borghi, sono squarci freschi, fragranti, immediati e rivelano gli aspetti più intimi e segreti di una realtà, fortunatamente, non troppo remota, che viene riconsegnata alla nostra memoria.
Con la pubblicazione di questo catalogo, la Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la cultura e lo sport, intende lanciare un’operazione culturale di riscoperta dei più importanti artisti pistoiesi, per accrescere il senso di appartenenza a una comunità e contribuire alla valorizzazione del nostro patrimonio artistico. A tal fine, la collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Quarrata, nella realizzazione della mostra antologica, testimonia l’incontro di valori condivisi e rinsalda il vincolo di dedizione e di servizio alla città di Quarrata, alla sua storia, alle sue radici.
Un grazie ai curatori, all’editore e a tutti i collaboratori che con il loro supporto di conoscenze e professionalità, hanno reso possibile questa iniziativa e aperto a ciascuno di noi le porte affascinanti e magiche del mondo dell’arte.



Notiziario del Circolo Fotografico “Il Tempio”

Spesso si parla della civiltà attuale come di “civiltà dell’immagine”, riferendosi, soprattutto, alle immagini trasmesse attraverso i mezzi di comunicazione di massa, ma la fotografia, pur rappresentando, nelle sue varie forme e nei suoi innumerevoli usi, il mezzo di riproduzione dell’immagine più diffuso, è, poche volte, oggetto di studi volti a indagarne e approfondirne le funzioni. Le immagini rompono i limiti di tempo e di luogo, consentono il ricordo, suscitano emozioni, sono essenziali per la ricostruzione della realtà perché trasmettono una quantità enorme di informazioni che ciascuno può cogliere direttamente, “ leggendo” ciò che vede.
Una fotografia è tutto questo e altro ancora.
Siamo grati al Circolo Fotografico “Il Tempio” che, con il proprio Notiziario, ha testimoniato e testimonia buona parte della storia e della cronaca del nostro territorio, coltivando e promuovendo un’autentica cultura fotografica.
La Fondazione, che ho l’onore di presiedere, perciò, attraverso il proprio Consiglio di Amministrazione, ben volentieri ha voluto contribuire alla realizzazione di questo periodico.


Maria Valbonesi
Letteratura e identità civile a Pistoia nei secoli XVI, XVII, XVIII

Questa terra, con il suo patrimonio di luoghi e persone, rappresenta un vincolo da cui è difficile staccarsi e che si traduce nel piacere della scoperta e della conoscenza.
Tutto ciò porta alla produzione e raccolta di materiali, informazioni e dati, che vengono messi a disposizione di curiosi, appassionati e ricercatori. Ecco, allora, che l’attività di un singolo, in questo caso la dottoressa Maria Valbonesi, e di un’associazione- la Brigata del Leoncino- finiscono con l’assumere un’insostituibile funzione di servizio per l’intera comunità, perché mettono a disposizione informazioni e richiamano l’attenzione su importanti testimonianze storiche e letterarie.
In questo caso, poi, l’argomento è particolarmente interessante- in relazione all’incedere dei processi di globalizzazione-, poiché riguarda la conservazione dell’identità civile da parte di nostri concittadini, in un lungo periodo di dipendenza politica e economica.
La Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la cultura e lo sport è lieta di promuovere, con il proprio appoggio, questa vitalità culturale e la passione per gli studi storici, di per sé elementi costitutivi dell’identità di ciascuno di noi.


Fondazione Banche di Pistoia e Vignole
Istituto di Storia Locale

Spicchi di storia Vol. 1 - “In mezzo a colti terreni…”
Le trasformazioni della piana pistoiese nei primi decenni del’900

La rapidità delle comunicazioni tecnologiche, i giganteschi processi di modernizzazione e omologazione delle realtà periferiche, fanno sì che il presente sia spesso percepito come un’unica possibile dimensione temporale, a svantaggio, sia di una riflessione sul passato che di un’efficace attenzione progettuale al futuro. Ecco, allora, l’importanza di attività finalizzate alla conoscenza della storia locale, quale strumento per tramandare gli elementi costitutivi dell’identità e per favorire la comprensione dei grandi quadri storici di riferimento.
Partire dal territorio per conoscere le proprie radici, è, quindi, fondamentale.
La Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la cultura e lo sport ha una forte vocazione localistica e, per questo, ha costituito un Istituto di Storia Locale, con lo scopo, come recita l’articolo 18 dello Statuto, di promuovere e curare, anche in collaborazione con istituzioni pubbliche o private, l’acquisizione, la raccolta, la conservazione e la valorizzazione di documenti e fondi librari.
La direzione è stata affidata all’appassionata e attenta cura della professoressa Emanuela Galli che ringrazio sentitamente per il lavoro che sta svolgendo.
E’, perciò, con gioia e soddisfazione, che saluto il primo numero di questa collana di studi storici sul Novecento, che fa riferimento alla mostra “ In mezzo a colti terreni…” che ha raccolto vari consensi.
L’augurio che formulo è che “ succosi spicchi” possano accompagnarci nel corso del tempo e contribuire, attraverso la valorizzazione di documenti vari, alla conoscenza della storia del nostro territorio.


Emanuela Galli
Giuseppina C. Romby

Dopo la ferrovia

La Fortunata combinazione di poter disporre di un cimelio cartografico-progettuale come il Plan et profil en long de la ligne de Boulogne à Pistoia, siglato dallo stesso autore, e di un repertorio di rare immagini d'epoca, ha reso possibile la rilettura di quei processi che, in tempi diversi e con modalità variegate, hanno condotto a sostanziali mutamenti del paesaggio urbano e rurale e a un vero e proprio sconvolgimento dei modi di vivere e di pensare di interi paesi, come di singoli individui.
Ciò appare tanto più significativo nei confronti di una realtà, come quella pistoiese, in cui la lunga durata dell'organizzazione produttiva agricola, se da un lato ha costituito una specificità a tutt'oggi riconoscibile, per altro verso ha rappresentato un indubbio fattore per il perdurare di condizioni di vita ancorate a tradizionali rapporti di dipendenza del mondo mezzadrile e contadino nei confronti del mondo e della proprietà cittadina.
E ciò s è tradotto in una resistenza duratura al nuovo o almeno a ciò che veniva interpretato come fattore in grado di rimettere in discussione modelli di organizzazione sociale e formule di vita consolidate.
Ma sono proprio i tempi lunghi del cambiamento a divenire un ulteriore elemento di interesse e, infine, a disegnare peculiarità e identità del territorio pistoiese .
L'orgoglio civile nel mostrare i grandi manufatti ferroviari, intesi come conquiste della tecnica e del progresso, si sposa con nostalgiche visioni di paesi e abitati emersi nella geometria regolare dei campi, che le immagini d'epoca raccolgono e diffondono, mentre il lungo, e non sempre pacifico processo di cambiamento generato nel passaggio della linea ferroviaria, resta nell'immaginario popolare che esperienze letterarie e poetiche traducono in significative testimonianze di irrisolti malesseri.
Su queste tracce si dipanano gli scritti che seguono, nel tentativo di accompagnare un possibile viaggiatore per itinerari conosciuti e nuovissimi, dove la lunga memoria dei luoghi si salda con l'urgenza di oggi.

 


Giorgio Mazzanti
Presidente della Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la Cultura e lo Sport

Emanuela Galli
Direttrice dell'Istituto di Storia Locale

Resistenza non armata

Leggere o rileggere il libro scritto da Vittorio Amadori nel 1986, significa scoprire la storia di un uomo onesto e coerente; significa scoprire il valore e l'importanza di una resistenza civile- senza armi- all'ingiustizia, al sopruso; significa scoprire come una vicenda individuale possa assumere toni tenui e sfumati nella denuncia dei fatti-peraltro minuziosamente ricostruiti- per esaltare il coraggio e la perseveranza di tanti (la modestia di Amadori arriva al punto di fare nel libro un unico riferimento, peraltro in terza persona, ai suoi guai in conseguenza dell'appartenenza all'Azione Cattolica). Si tratta di una "piccola" ma preziosa testimonianza di valore storico e umano con cui la Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la Cultura e lo Sport e l'Istituto di Storia Locale, intendono aprire la collana " Monografie" dedicata a uomini il cui esempio, il cui ricordo deve essere preservato dal tempo.
Ai ragazzi che, com'è naturale, pensano a vivere intensamente il presente proiettandosi tuttalpiù verso il domani, dobbiamo insegnare a cogliere continuità ed insegnamento dagli eventi storici, a comprendere come le vicende attuali siano legate a quelle passate. Così di fronte a una nuova via intitolata a Amadori, come voluto saggiamente dall'Amministrazione comunale di Quarrata, possono scoprire che la strada oltre ad essere il luogo in cui ci si incontra, ci si incrocia, dove si sta insieme o isolati, luogo dell'ordinarietà e della quotidianità, è anche emblema, oltre che della storia nazionale, anche di quella locale e che vale la pena chiedersi quale vita si nasconda dietro a quel nome e cognome.
Per questo desideriamo che il volume abbia un'ampia diffusione nelle scuole; siamo convinti che il messaggio che lo pervade sia più che mai attuale e denso di significati e possa rappresentare per le giovani generazioni un esempio di vita. Infatti, se la memoria collettiva è fondamento e espressione dell'identità di una comunità, Vittorio Amadori fa senz'altro parte della storia di Quarrata perché attraverso il suo operato ne ha rafforzato i valori, le radici culturali.
Vogliamo concludere, ringraziando la famiglia Amadori per le fotografie inedite messe a disposizione, l'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Pistoia per la fattiva collaborazione, Roberto Barontini, Vittorio Citterich , Marco Francini, per avere arricchito in modo significativo questa pubblicazione con il loro contributo di idee e la loro testimonianza personale.
Un pensiero, infine, va a Florio Colomeiciuc, legato a Vittorio Amadori da profonda amicizia e da poco scomparso. Ci onora pensare che il suo ultimo scritto è contenuto in queste pagine. Alla sua memoria e a quella di Vittorio Amadori leghiamo queste parole di Tiziano Terzani:
"Io non sono un'eccezione. Io questa vita me la sono inventata e mica cento anni fa, ieri l'altro. Ognuno la può fare, ci vuole solo coraggio, determinazione e un senso di sé che non sia quello piccino della carriera e dei soldi; che sia il senso che sei parte di questa cosa meravigliosa che è tutta qui, attorno a noi."


Anna Agostini

Pistoia sul mare
I cavalieri di Santo Stefano e Pistoia

Fin dai tempi più antichi, il mare ha costituito la via di comunicazione più comoda, economica e relativamente sicura. Ha consentito la scoperta di nuovi mondi, ha avvicinato culture, ma ha, anche, rappresentato, spesso, un campo di contesa fra popoli che volevano a vario titolo imporre il proprio dominio.
E’ sorprendente scoprire come Pistoia abbia avuto un legame stretto con il mare, con le attività marinare del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano fondato dal Duca di Toscana Cosimo I alla metà del Cinquecento, per liberare il Mediterraneo dalle presenze turche e rendere sicura la navigazione.
Grazie agli studi attenti della dottoressa Anna Agostini, possiamo scoprire valorosi Cavalieri, abilissimi marinai, appartenenti a famiglie pistoiesi che, pur condividendo la “crociata per la cristianità”, mostreranno interesse e curiosità per una cultura “diversa”, annotando attraverso cronache e illustrazioni modi di vita, paesaggi, città: un atteggiamento che vale la pena riscoprire in questi nostri tempi dove le contrapposizioni spesso si radicalizzano, impedendo la scoperta dell’altro, sentito sempre più frequentemente come una presenza ostile.
Con questa pubblicazione, la Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la Cultura e lo Sport, mira a far conoscere anche ai più giovani un aspetto poco conosciuto della nostra storia, che sono sicuro li affascinerà attraverso la descrizione della vita nelle galere stefaniane.

Giorgio Mazzanti
Presidente della Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la cultura e lo sport


Autori vari

Tuo Don Dino-Il ricordo dell'amico di tutti

Veniamo da un passato recente in cui il parroco era la persona che, nei piccoli paesi, magari non solo in quelli, contava certamente molto.
Spesso, era il solo in grado di svolgere determinate mansioni, di affrontare certi problemi, certi personaggi, di trattare con enti o istituzioni. E poi sapeva tutto di tutti.
Oggi, nella nostra società in rapido e profondo cambiamento, segnata da forti conflittualità ideologiche, il sacerdote rischia di giocare una partita solitaria, persino scoraggiante, per trovare il proprio posto nella comunità cristiana.
Fa bene, pertanto, leggere queste pagine dedicate alla figura di un prete, Don Dino Lucchesi, che ha lasciato segni profondi nella comunità di  Vignole e Campiglio e, in genere, nella memoria di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.
La Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la Cultura e lo sport, per il forte radicamento nel territorio che la caratterizza, ha contribuito, ben volentieri, alla realizzazione di questo volume.

 

Giorgio Mazzanti
Presidente Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la Cultura e lo Sport

 


Bottega, emporio, negozio. Luoghi del vendere e del

comprare fra tradizione e cambiamento

 

Recentemente, i Comuni, le Camere di Commercio, le associazioni di categoria, hanno rivolto la loro attenzione alla salvaguardia dei negozi storici, con azioni volte a preservare un patrimonio imprenditoriale, sociale e culturale, che è parte integrante della storia della città, dei vari centri urbani e contribuisce a sviluppare e a radicare un collettivo senso di appartenenza e di identità negli abitanti.
Lo scopo è quello di evitare l’ omologazione urbana e commerciale, che si diffonde , in modo inarrestabile, con l’uniformità di insegne e tipologie di negozi e che, attraverso un processo di standardizzazione, mette a rischio le nostre radici culturali, mercantili e artigianali.
L’Istituto di Storia locale, diretto da Emanuela Galli, con la pubblicazione del terzo numero di “Spicchi” - collana di studi storici sul Novecento - si inserisce nel dibattito sull’importanza dei negozi storici, quali “monumenti vivi” di una città e sul valore e il significato di esperienze professionali, che, da generazioni, qualificano il nostro tessuto socio-economico, ponendo l’accento sul passaggio graduale dalla bottega al negozio, sulla tipologia delle merci, sulle modalità espositive e sugli slogan pubblicitari utilizzati.
Il volume è caratterizzato, come per i precedenti, da un ricco apparato iconografico, grazie al prezioso contributo dei collezionisti Mario Lucarelli, Giovanni Tronci , Paolo Bresci.
Questi gli autori e gli argomenti affrontati:

G.C.Romby  “ In vetrina”
A. Cipriani  “Luoghi e memorie del commercio pistoiese”
G. Sgueglia “ Reclame, annuncio o pubblicità?”
C. Rossetti - A.Bartolini “Storia di una bottega”


Guido Sardi

Il mistero del bosco

Chi non ha desiderato di allontanarsi anche di pochi chilometri dalla città per seguire qualche stradina sterrata che costeggia magari un canale irriguo e inoltrarsi nel bosco?

Il bosco non è, infatti, solo un luogo fisico con ecosistemi che possono diventare significativi spunti per percorsi di educazione ambientale, ma anche un luogo magico dell'immaginario evocato da racconti, disegni, pitture.

Gli alberi, le aree boschive, i parchi costituiscono una fonte di soddisfazione per gli occhi e per l'anima. Non a caso Leonardo da Vinci nei suoi "Pensieri" ammoniva:

"Chi taglia una pianta quella si vendica colla sua ruina".

Una sorta di profezia questa se pensiamo che al centro dell'equilibrio naturale globale ci sono gli alberi e che la scomparsa progressiva di "polmoni verdi" mette a repentaglio la stessa vita sulla Terra.

Salvaguardiamo, perciò, questo patrimonio materiale e immateriale con azioni concrete: piantiamo alberi, ripuliamo i boschi, riportiamo il verde nelle scuole e nel cuore delle persone attraverso libri come questo di Guido Sardi.

La civiltà di un popolo, l'attaccamento di una comunità alla propria terra si misura anche attraverso la considerazione e l'uso che si fa del patrimonio naturale.

 

Giorgio Mazzanti
Presidente Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la Cultura e lo Sport

 

 

Flash

 

Campus scientifico

"Il Futuro Presente" 2010

 

Locandina >>>

Bando >>>

Informativa >>>

Programma delle lezioni >>>

 


Incontri... d'Arte 2010

 

Cartolina >>>

Locandina >>>

Foto visita Prato >>>

Foto visita Poggio a Caiano >>>

Foto visita Monsummano >>>

 


 

VEDI LE FOTO PIU' RECENTI >>>