
Spicchi di storia Vol. 1 - “In mezzo a colti terreni…”
Autori: Giuseppina Carla Romby
Emanuela Galli
Alberto Cipriani
Roberto Agnoletti
Le trasformazioni della piana pistoiese nei primi decenni del’900
La rapidità delle comunicazioni tecnologiche, i giganteschi processi di modernizzazione e omologazione delle realtà periferiche, fanno sì che il presente sia spesso percepito come un’unica possibile dimensione temporale, a svantaggio, sia di una riflessione sul passato che di un’efficace attenzione progettuale al futuro. Ecco, allora, l’importanza di attività finalizzate alla conoscenza della storia locale, quale strumento per tramandare gli elementi costitutivi dell’identità e per favorire la comprensione dei grandi quadri storici di riferimento.
Partire dal territorio per conoscere le proprie radici, è, quindi, fondamentale.
La Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la cultura e lo sport ha una forte vocazione localistica e, per questo, ha costituito un Istituto di Storia Locale, con lo scopo, come recita l’articolo 18 dello Statuto, di promuovere e curare, anche in collaborazione con istituzioni pubbliche o private, l’acquisizione, la raccolta, la conservazione e la valorizzazione di documenti e fondi librari.
La direzione è stata affidata all’appassionata e attenta cura della professoressa Emanuela Galli che ringrazio sentitamente per il lavoro che sta svolgendo.
E’, perciò, con gioia e soddisfazione, che saluto il primo numero di questa collana di studi storici sul Novecento, che fa riferimento alla mostra “ In mezzo a colti terreni…” che ha raccolto vari consensi.
L’augurio che formulo è che “ succosi spicchi” possano accompagnarci nel corso del tempo e contribuire, attraverso la valorizzazione di documenti vari, alla conoscenza della storia del nostro territorio.
Giorgio Mazzanti
Presidente Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la Cultura e lo Sport |

Dopo la ferrovia
Autori:
Lidia Calzolai
Emanuela Galli
Maurizio Panconesi
Leonardo Rombai
Giuseppina C. Romby
La Fortunata combinazione di poter disporre di un cimelio cartografico-progettuale come il Plan et profil en long de la ligne de Boulogne à Pistoia, siglato dallo stesso autore, e di un repertorio di rare immagini d'epoca, ha reso possibile la rilettura di quei processi che, in tempi diversi e con modalità variegate, hanno condotto a sostanziali mutamenti del paesaggio urbano e rurale e a un vero e proprio sconvolgimento dei modi di vivere e di pensare di interi paesi, come di singoli individui.
Ciò appare tanto più significativo nei confronti di una realtà, come quella pistoiese, in cui la lunga durata dell'organizzazione produttiva agricola, se da un lato ha costituito una specificità a tutt'oggi riconoscibile, per altro verso ha rappresentato un indubbio fattore per il perdurare di condizioni di vita ancorate a tradizionali rapporti di dipendenza del mondo mezzadrile e contadino nei confronti del mondo e della proprietà cittadina.
E ciò s è tradotto in una resistenza duratura al nuovo o almeno a ciò che veniva interpretato come fattore in grado di rimettere in discussione modelli di organizzazione sociale e formule di vita consolidate.
Ma sono proprio i tempi lunghi del cambiamento a divenire un ulteriore elemento di interesse e, infine, a disegnare peculiarità e identità del territorio pistoiese .
L'orgoglio civile nel mostrare i grandi manufatti ferroviari, intesi come conquiste della tecnica e del progresso, si sposa con nostalgiche visioni di paesi e abitati emersi nella geometria regolare dei campi, che le immagini d'epoca raccolgono e diffondono, mentre il lungo, e non sempre pacifico processo di cambiamento generato nel passaggio della linea ferroviaria, resta nell'immaginario popolare che esperienze letterarie e poetiche traducono in significative testimonianze di irrisolti malesseri.
Su queste tracce si dipanano gli scritti che seguono, nel tentativo di accompagnare un possibile viaggiatore per itinerari conosciuti e nuovissimi, dove la lunga memoria dei luoghi si salda con l'urgenza di oggi.
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Bottega, emporio, negozio. Luoghi del vendere e del
comprare fra tradizione e cambiamento
Autori:
Giuseppina Carla Romby
Alberto Cipriani
Giovanna Sgueglia
Carlo Rossetti
Armando Bartolini
Recentemente, i Comuni, le Camere di Commercio, le associazioni di categoria, hanno rivolto la loro attenzione alla salvaguardia dei negozi storici, con azioni volte a preservare un patrimonio imprenditoriale, sociale e culturale, che è parte integrante della storia della città, dei vari centri urbani e contribuisce a sviluppare e a radicare un collettivo senso di appartenenza e di identità negli abitanti.
Lo scopo è quello di evitare l’ omologazione urbana e commerciale, che si diffonde , in modo inarrestabile, con l’uniformità di insegne e tipologie di negozi e che, attraverso un processo di standardizzazione, mette a rischio le nostre radici culturali, mercantili e artigianali.
L’Istituto di Storia locale, diretto da Emanuela Galli, con la pubblicazione del terzo numero di “Spicchi” - collana di studi storici sul Novecento - si inserisce nel dibattito sull’importanza dei negozi storici, quali “monumenti vivi” di una città e sul valore e il significato di esperienze professionali, che, da generazioni, qualificano il nostro tessuto socio-economico, ponendo l’accento sul passaggio graduale dalla bottega al negozio, sulla tipologia delle merci, sulle modalità espositive e sugli slogan pubblicitari utilizzati.
Il volume è caratterizzato, come per i precedenti, da un ricco apparato iconografico, grazie al prezioso contributo dei collezionisti Mario Lucarelli, Giovanni Tronci , Paolo Bresci.
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Campi, vivai, fabbriche
nella pianura pistoiese del Novecento
Autori:
Roberto Agnoletti
Metello Bonanno
Anonietta Catapano
Alberto Cipriani
Marco Francini
Carlo Vezzosi
Il lento mutare del paesaggio agrario nella pianura pistoiese, ha avuto un'improvvisa e sostanziale accelerazione negli anni 1950-1970 e si è trattato di un mutamento che ha investito contemporaneamente l'organizzazione sociale, la struttura economica e l'assetto insediativo. Se le trasformazioni del tessuto sociale sono state il risultato di un significativo processo di abbandono delle campagne e di un movimento migratorio, i mutamenti insediativi si sono tradotti in un vistoso espandersi "a macchia d'olio" del costruito, attestato lungo le direttrici stradali da e per Pistoia. Un fil rouge unisce Quarrata, Agliana e Montale, centri distribuiti nella piana a costituire un trait d'union con il pratese in un continuum di abitazioni, laboratori, fabbriche, magazzini, depositi, intersecati da campi in abbandono e spazi iperutilizzati dalle aziende vivaistiche. Il tessuto delle costruzioni industriali e la trama dei vivai hanno disegnato un territorio indefinito, non più campagna e non ancora città, in cui le tracce di un passato agricolo, dove poderi e campi risultano ormai sostituiti dalle colture vivaistiche, si coniugano con un presente di manifattura e industria specializzata che ha incorporato saperi di artigiani e botteghe. Antichi centri abitati e borghi rurali di più recente impianto si sono trovati assorbiti dal multiforme tessuto di costruzioni o, al contrario, hanno assunto un imprevisto ruolo urbano, fondato sulla specializzazione manifatturiera e merceologica, come Quarrata. Infatti, nella lucida relazione del Sindaco Vittorio Amadori intesa a ottenere negli anni Sessanta il titolo di città, si riconosce che
il Comune di Quarrata non è insigne per ricordi o monumenti storici, ma riveste una importanza attuale veramente notevole sotto il profilo industriale, artigianale e commerciale. La produzione e il commercio di mobili di arredamento, di biancheria, di maglieria e di tovagliati hanno conquistato un posto di assoluta preminenza, sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo, sul mercato nazionale ed estero. Gli operatori economici di Quarrata sono presenti in Francia, in Germania, nel Medio Oriente, in Africa e in America con conseguente notevole apporto al risveglio economico di tutta la Provincia. La conquistata ricchezza si traduce in una intensa attività edilizia che ha dato consistenza all'assetto urbanistico di tutte le frazioni, un tempo esclusivamente rurali, e soprattutto al Capoluogo. L'incremento demografico è continuo e costante per effetto delle immigrazioni da zone meno favorite del Paese. Sotto la spinta delle conquiste attuate dai privati il Comune di Quarrata ha dovuto affrontare gravi problemi di potenziamento e di creazione ex novo dei servizi pubblici.
La disamina, mettendo in luce i principali problemi cui l'Amministrazione Comunale si trovò a far fronte, prosegue passando in rassegna gli interventi realizzati nell'edilizia scolastica, nell'adeguamento delle opere per la fornitura idrica e dei servizi di igiene ambientale.
Sono state realizzate nuove moderne scuole a Montemagno, Lucciano, Buriano, Tizzana, Valenzatico, La Fratta, Barba, Ferruccia, Olmi, Vignole, Casini, Catena. La scuola di Caserana è stata in parte acquistata e in parte ricevuta in donazione. Un discorso a parte merita il Capoluogo ove sono state costruite la scuola elementare, la scuola media, la scuola di avviamento professionale ora adibita anch'essa a scuola media, la palestra scolastica, il campo di palla volo e di palla a canestro all'aperto, lo stadio e il plastico per l'insegnamento della educazione stradale. Il complesso degli impianti è veramente completo ed ancor più lo sarà non appena saranno realizzati i due campi da tennis il cui progetto è all'approvazione interministeriale.
Particolare attenzione è dedicata all'infrastruttura viaria.
per l'importanza che essa riveste ai fini industriali e commerciali. Una arteria del tutto nuova collega Quarrata alla vicina Casalguidi e quindi alla provinciale del Monte Albano.
La strada Quarrata-Casini crea una valida alternativa alla via Montalbano per il collegamento di Quarrata con la SS. n.66 (Pistoiese) per Firenze e Pistoia. La strada Buriano-Le Croci-Vinci, in fase di inizio, supererà il Monte Albano ponendo Quarrata in immediato contatto con Empoli e la Firenze-Livorno. La via di Bacarello, fra Montemagno e Lucciano, con lo sviluppo verso Montorio-Buriano-Tizzana rappresenta una panoramica interessante sotto il profilo turistico e pone le basi per la valorizzazione di una zona collinare dal vino e dall'olio pregiati. La viabilità interna ha visto, oltre tutta una serie di opere minori, la realizzazione della nuova Via di Brana e dell'ampliamento e della rettifica di Via del Cantone e di via Vecchia Fiorentina. Inoltre quasi tutti i 150 chilometri della rete viaria sono ben asfaltati e ben mantenuti.
Infine si fa riferimento alla pubblica assistenza rilevando l'impegno dell'E.C.A.
perché i numerosi immigrati hanno all'inizio la necessità di essere avviati ed indirizzati per il migliore inserimento in un nuovo ambiente sociale.
Da questa "testimonianza dal vivo" occorre partire per la lettura degli scritti che seguono. Grazie al saggio di Roberto Agnoletti possiamo scoprire gli elementi che nel corso del tempo hanno determinato il passaggio di questa vasta area da " fertile pianura" a territorio antropizzato apparentemente continuo per la presenza massiccia di vivai e per le modalità di sviluppo degli insediamenti a partire dagli anni Cinquanta. Infatti, se dopo il primo conflitto mondiale e il ventennio fascista, le trasformazioni politiche e sociali si erano inserite comunque in una linea evolutiva preesistente, sarà la seconda guerra mondiale a far saltare tutti gli equilibri provocando svolte epocali.
Su questo aspetto si soffermano Metello Bonanno e Marco Francini per fotografare mestieri e paesi prima e dopo gli anni Quaranta. Gli indici molto elevati di industrializzazione, la proliferazione delle unità produttive con particolare riferimento alla manifattura tessile e del mobile imbottito travolsero, infatti, l'assetto economico e paesaggistico della piana pistoiese. La crisi della mezzadria e la fuga delle famiglie dai poderi decretarono un vero e proprio boom demografico a Pistoia, Agliana, Montale, Quarrata. La crisi della produzione cerealicola e zootecnica furono fenomeni inarrestabili e irreversibili con l'avanzata e l'affermazione del vivaismo.
L'industria verde è presa in esame a partire da quegli anni da Carlo Vezzosi che sottolinea le difficoltà e le innovazioni tecnologiche che hanno caratterizzato il passaggio dagli anni difficili della guerra alla capillare diffusione degli ultimi decenni del Novecento con la definizione di una "tipicità" territoriale unica in Europa (ecco che allora per scoprire un autentico paesaggio di pianura occorre visitare l'Area Protetta de "La Querciola" puntualmente descritta nell'intervento di Antonietta Catapano).
Nell'intervento finale di Alberto Cipriani è possibile cogliere tutti i nodi che, a partire dalla nascita di Pistoia come provincia "rurale e ferrigna", non sono stati sciolti impedendo, di fatto, la realizzazione della cosidetta "area metropolitana". |
La guerra per la patria, la patria in guerra. Paesi vicini, paesi lontani
Autori:
Giovanni Capecchi
Alberto Cipriani
Manuela Maggini
Renato Risaliti
Giovanna Sgueglia
Nella ricorrenza del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, anche la nostra Fondazione vuole lasciare la propria impronta nel ricco e variegato pullulare di convegni, mostre e iniziative varie, promosse sul territorio per celebrare un traguardo davvero significativo per la nostra storia nazionale.
E lo fa con una pubblicazione che pone all'attenzione del lettore cinque esperienze di microstoria che, grazie alla passione di competenti studiosi, ci permettono di conoscere fatti e personaggi che, seppure di ambito locale, sono stati protagonisti di significative vicende che bene si inquadrano nel complesso e più vasto contesto della storia generale del nostro paese.
La storiografia locale, a torto e per troppo tempo, è stata considerata di importanza marginale rispetto alla storia che abbiamo studiato sui libri di scuola e solo di recente si è cominciato a prestare la dovuta attenzione alla conoscenza delle vicende umane più vicine al proprio vissuto, a tutela di una identità locale da contrapporre a un mondo ormai globalizzato.
Un contributo, dunque, per indagare la microstoria del nostro territorioe collegarla con la macrostoria nazionale dell'Italia unita e democratica. Siamo convinti, infatti, che è solo partendo dallo studio dei fatti e dei personaggi locali che si comprendono compiutamente gli avvenimenti accaduti a livello nazionale.
Un contributo, questo volume, per non dimenticare che l'unità nazionale e la democrazia sono il frutto del sacrificio di uomini e donne che hanno creduto nel valore non negoziabile della libertà, consegnataci come prezioso testimone da lasciare in eredità alle future generazioni, nella consapevolezza che essa non è stata conquistata una volta per sempre ma richiede una promessa di fedeltà da rinnovare ogni giorno.
Franco Benesperi
Presidente Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la Cultura e lo Sport
Lettere, diari, testimonianze di uomini e donne delle più diverse condizioni sociali che, in un momento della propria storia, hanno contribuito alla costruzione della realtà nazionale e ne hanno visti i primi esiti, costituiscono il filo conduttore di questo numero speciale della collana "Spicchi di Storia - Studi e documenti sul Novecento", per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Il rispecchiamento delle vicende personali nella storia nazionale rende particolarmente significativo il contributo di noti e ignoti protagonisti che si sono trovati, sull'onda lunga di un orgoglio nazionale, ad attraversare fronti di guerra e a guardare con occhi stupiti, spaventati ma anche disincantati e lucidamente concreti, quella nuova realtà coniugando l'amore per la patria con la propria sopravvivenza.
In un arco temporale di circa cento anni (le prime lettere sono del 1848, le ultime dal fronte russo del 1943), i testimoni, di cui abbiamo tracce attraverso gli scritti qui raccolti, divenuti attori a causa dei vari eventi bellici, hanno dovuto confrontarsi con situazioni e ambienti impensati e ignoti.
Il filtro che utilizzano per comprendere e comunicare popoli e paesaggi lontani è quello maturato nell'esperienza del proprio paese; ciò permette di mitigare il disambientamento che ciascuno conosce attraverso l'esperienza del conflitto.
Sono affioramenti puntiformi che, nel contesto contraddittorio e difficile dell'oggi, danno conto di un patrimonio variegato e diffuso, di un sentire comune che resta ancora in gran parte da esplorare e valorizzare.
Giuseppina Carla Romby, autrice del volume
Emanuela Galli, direttrice dell'Istituto di Storia Locale |